La tecnologia ContiSeal di Continental rappresenta una valida alternativa ai pneumatici runflat: scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta e come funziona.

Esiste un’alternativa valida ai pneumatici runflat? Sì, sono quelli dotati di sistema ContiSeal, messo a punto dal costruttore tedesco Continental. Di cosa si tratta e come funziona? Introdotta sul mercato nel 2008, la tecnologia ContiSeal prevede il posizionamento sotto la superficie del battistrada di uno strato composto da materiale viscoso, che “interviene” in caso di foratura andando a sigillare il buco causato da un corpo appuntito penetrato nella gomma. In sostanza i pneumatici ContiSeal sono autosigillanti e permettono perciò di proseguire nella marcia in seguito ad una foratura, proprio perché la sigillano (seal, il termine inglese) mantenendo la pressione di gonfiaggio inalterata all’interno della gomma. Un sistema comodo ed efficiente, dati anche i risultati in termini di affidabilità che è in grado di garantire.

Pneumatici runflat e ContiSeal: le differenze

Che differenze ci sono fra la tecnologia runflat e quella ContiSeal? In sostanza le gomme runflat sono capaci di mantenere la pressione del pneumatico solo per una distanza limitata, che non deve superare gli 80 chilometri, per dare modo all’automobilista di raggiungere la propria officina di riferimento – o in alternativa quella più vicina – per provvedere alla riparazione o alla sostituzione della gomma danneggiata. In caso di foratura, dunque, i pneumatici runflat necessitano sempre di un intervento e questa tecnologia non assicura autonomia illimitata. Le gomme dotate di sistema ContiSeal invece sono autosigillanti, perciò il materiale viscoso tappa la foratura e permette di continuare a circolare tranquillamente. È necessario però assicurarsi che la pressione di gonfiaggio rimanga costante dopo la foratura, poiché in caso la gomma si sgonfi significa che il buco non è stato sigillato in maniera corretta.

ContiSeal: un sistema sempre più apprezzato

Ed ecco perché per affidarsi alle gomme ContiSeal è indispensabile un requisito: avere a bordo della propria auto un sistema di monitoraggio della pressione dei pneumatici, in caso contrario non sarà possibile montare tali coperture. Dal 2008 ad oggi Continental ha affinato sempre di più la propria tecnologia e soprattutto ampliato il numero di modelli che possono installare le gomme ContiSeal: allo stato attuale sono presenti pneumatici di 76 misure diverse dotati di questo sistema e la loro diffusione sul mercato è sempre più vasta. Basti pensare che nel corso del mese di luglio è stato prodotto il 15 milionesimo pneumatico ContiSeal, all’interno dello stabilimento dell’azienda tedesca situato a Lousado, in Portogallo, che certifica quanto questa tecnologia sia sempre più apprezzata e richiesta sia dagli automobilisti che dai produttori di auto, affermandosi come valida alternativa – e per certi versi migliore – alle gomme runflat.

Chi può montare le gomme ContiSeal?

Come detto in precedenza, l’unico requisito necessario per poter installare sulla propria vettura pneumatici con supporto ContiSeal è disporre di un sistema per il monitoraggio della pressione, che segnali appunto eventuali perdite di pressione delle gomme. Per il resto, chiunque può optare per questa tipologia di coperture, che vengono prodotte in un ampio ventaglio di misure – da 15 a 22 pollici per quanto concerne il diametro – e nelle versioni estiva, invernale e quattro stagioni. Utilitarie, auto sportive e Suv possono montare le gomme con tecnologia ContiSeal di Continental, che consentono di proseguire nella circolazione nel 95% dei casi di foratura. Il sistema è dunque altamente efficace se il buco sul battistrada è causato da un oggetto appuntito, mentre lo è meno – esattamente come per le coperture runflat – nell’eventualità di squarci o tagli estesi. Si tratta di limiti oggettivi delle attuali gomme che però non riducono la comodità del sistema autosigillante ContiSeal.